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La crisi in T V
Di Maradona (del 07/05/2012 @ 14:49:14, in Parliamo di...)
Come venga rappresentata la crisi finanziaria in Italia dalle Tv è spesso uno spettacolo comico, se non fosse un argomento molto drammatico se non addirittura tragico. Molte di loro si comportano in modo tendenzioso e, piuttosto che fatti, spalmano proprie opinioni e propri convincimenti.
Per fare qualche esempio la Tv di Stato blandiva e non faceva inchieste sulla crisi finanziaria fino all’ultimo giorno del precedente governo. L’unico elemento che dava, con l’enfasi del momento, era il dato giornaliero sullo spread e basta. Ovviamente con le solite diversificazioni interne per cui si assisteva, da tempo, ai peana di Minzolini verso Berlusconi e gli attacchi di Mineo contro il cavaliere. Mediaset si può immaginare il suo percorso soft e non urticante verso nessuno. Fino ad arrivare a Sky monopolista, unico caso al mondo, della Tv satellitare del mitico magnate anglo australiano Keith Rupert Dylan Murdoch che, non contento del monopolio satellitare, si urtò quando il governo Berlusconi aumentò l’Iva sugli abbonamenti e da quel giorno Sky Tg 24 divenne anti berlusconiana. E la farsa raggiunse la punta più alta allorché, da allora, c’è questa scritta sopra la striscia del tg murdocchiano: Il giornalismo indipendente ed imparziale del primo canale all news italiano”. Le indagini e gli arresti che in Gran Bretagna e negli USA stanno portando avanti le autorità parlano di corruzione di apparati di polizia e di spionaggio sui cellulari. Non è che anche qui facciano le stesse cose? Perché chi di dovere non indaga? Non verifica?
Ma il massimo in negativo l’ha raggiunto La7 la tv di proprietà di Telecom Italia che ha chiuso il 2011 con una secca perdita netta di 83 milioni di euro, eppure la pubblicità, gestita da Urbano Cairo, ha avuto una raccolta che è aumentata del 32,1%. Non male non c’è che dire.
Ma, nonostante ciò, ha chiuso in rosso e senza avere un grosso rialzo dai dati auditel. Infatti se si prende qualche giorno a campione risulta che, dalla mattina ore 6,00 fino alle 12,30 i telespettatori hanno premiato, fra tutti i programmi in quelle sei ore, le previsioni del tempo con uno share del 5,03%. Benedetta Parodi, uno degli ultimi acquisti da Mediaset, ha registrato uno share, fra le 17,50 e le 18,51, del 2,07%. Mentre la promessa della satira e della comicità televisiva, Geppi Cucciari, toccava un ragguardevole 2,08% di share. Per finire poi con Sabina Guzzanti che, col suo nuovo spettacolo su La7, il mitico Un due tre stella ha viaggiato sul 3,53% di share.
Visti gli scarsissimi picchi delle trasmissioni della rete di Telecom e visti gli ottimi introiti pubblicitari, come mai questa rete non tira sugli ascolti? Una speranzella l’aveva fatta nascere il tg di mitraglietta, al secolo Enrico Mentana, che ha bucato il muro dell’8,00% di share forse, e ribadiamo il forse, l’accaparrarsi i nomi ed i volti più amati di telekabul non ha reso? Forse qualcuno pensava di continuare nel logoro ed ormai stantio antiberlusconismo? Peccato che, nel frattempo, il cavaliere abbia tolto le tende da Palazzo Chigi e pare, visti i risultati, che il trasferimento di Paolo Ruffini da telekabul al La7 non sia stato all’altezza delle aspettative. Ma c’è sempre tempo per migliorare, basta saper cambiare oggetto alla propria satira.
        

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# 1
ma ora che Berlusconi si occupa di altro e anche il suo partito è in soffitta finalmente possiamo cominciare a pensare e dire cose entrando nel merito senza i paraocchi della partigianeria rissosa da seconda repubblica. Credetemi, sarà un bene per tutti, fortunatamente le nuove generazioni se ne sono accorte ed hanno già iniziato. E allora, parlando della nostra pessima tv, la colpa non può che essere degli attori in campo, come quando si guarda una partita brutta, inutile fare chiacchiere, è quasi sempre colpa delle pessime squadre che giocano. E tra partiti (la rai) e imprenditori nostrani (gli altri) non si sa chi sia stato peggio
Di  R  (inviato il 07/05/2012 @ 18:44:11)

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